Come fare content repurposing con la IA

Ottimizzazione del tempo, Web Marketing

Content Repurposing con l'Intelligenza Artificiale

In un altro articolo abbiamo visto l'importanza del content repurposing, ossia la riproposizione del contenuto: quella pratica per cui prendiamo un contenuto esistente — per esempio un articolo del blog, un video di YouTube, una puntata del podcast — e lo utilizziamo per creare altri pezzi di contenuto. Per esempio, prendiamo il transcript di un video di YouTube e lo usiamo per creare un articolo del blog, oppure lo utilizziamo come idea per una nuova mail da mandare agli iscritti alla nostra newsletter, e così via, questo perchè ci supporta nella creazione di messaggi per il nostro pubblico, sul lungo periodo

La strategia di content repurposing si può fare passando il materiale tra piattaforme che seguono magari anche logiche diverse, ad esempio noi potremmo voler passare parte del nostro contenuto dal blog a Linkedin, considerando che, normalmente i blog e i siti danno la possibilità di approfondire meglio un argomento, mentre i social, per definizione e per come sono strutturati, prediligono un contenuto più "introduttivo" o, se vogliamo, più "superficiale".

Questo processo, come dicevamo nell'altro articolo, ci fa risparmiare tempo, risorse ed energie e consolida la coerenza del nostro brand su tutti i canali che utilizziamo per comunicare, perché lo stesso messaggio arriva — magari declinato in maniera diversa — sul blog, su YouTube, su LinkedIn, sulla newsletter e su tutte le altre piattaforme che utilizziamo per comunicare.

Proprio perché questo processo richiede comunque organizzazione— per capire quali pezzi riproporre e quali siano i metodi migliori per farlo sulle diverse piattaforme — e tempo, e l'intelligenza artificiale può diventare un alleato strategico in ogni fase della nostra strategia di marketing. Sia chiaro: anche la creazione di contenuti in sè richiede tempo e organizzazione, ma questo è argomento di altri articoli.


L'Intelligenza Artificiale come Supporto al Repurposing

Come abbiamo discusso in altri articoli, l'IA non dovrebbe svolgere un ruolo puramente ideativo, nel senso di generare i nostri contenuti dall'inizio alla fine o generare contenuti da zero, ma dovrebbe supportarci nella loro creazione in tutto il processo, questo sì, perché funziona molto bene nelle attività di tipo logico e organizzativo, per esempio nel caso della riproposizione dei contenuti, potremmo usarla per costruire un inventario di tutti i contenuti che abbiamo già pubblicato e che potrebbero essere riproposti sui diversi canali.

Ma possiamo fare anche altro: siccome i contenuti da pubblicare su piattaforme diverse devono seguire linee guida specifiche per ciascuna di esse, possiamo chiedere all'IA di aiutarci ad adattarli a quelle regole, per esempio, quindi, possiamo chiedere di aiutarci a riproporre un articolo del blog su LinkedIn seguendo le logiche che funzionano meglio su quella piattaforma, oppure di suggerirci come strutturare una serie di post su Instagram a partire dallo stesso materiale di partenza.


Come Selezionare i Contenuti da Riproporre

Ma come si decide quali contenuti vale la pena riproporre? Esistono due criteri principali per individuare i contenuti giusti.

Il primo riguarda le performance passate, quindi magari possiamo prendere la sitemap del nostro sito e passarla all'IA — che sia ChatGPT, Gemini o un altro strumento — insieme ai dati di Google Analytics o di Google Search Console, per ottenere un elenco ordinato degli articoli che hanno generato più visite o più clic. Lo stesso approccio si applica ai video di YouTube, ai post di Instagram o ai contenuti di LinkedIn: si parte da quelli che hanno ricevuto più interazioni, perché hanno già dimostrato di suscitare interesse nel pubblico e l'IA può svolgere questa analisi molto più velocemente di quanto potremmo fare noi, restituendoci una lista di priorità già pronta.

Il secondo criterio riguarda la natura evergreen del contenuto: un articolo su come scrivere un post su come i nostri utenti potrebbero risolvere un loro blocco, per esempio, potrebbe essere valido oggi come tra due anni, perché il problema che risolve potrebbe rimanere sostanzialmente lo stesso nel tempo. Al contrario, un contenuto basato su una notizia recente ha un ciclo di vita molto breve: funziona bene nel momento in cui la notizia è fresca, ma perde rapidamente interesse, e non avrebbe senso riproporlo a distanza di mesi. Quindi, in generale, a meno che non si voglia fare una riproposizione immediata su più canali, conviene concentrarsi su contenuti che mantengano la loro rilevanza nel tempo.


Come Usare l'IA per Iniziare con il Content Repurposing

Una volta identificati i contenuti prioritari, il passo successivo è capire come chiedere all'IA di aiutarci a trasformare un contenuto esistente per le diverse piattaforme, e qui c'è una distinzione fondamentale: chiedere all'IA di intervenire su un nostro contenuto non significa dire «ChatGPT, scrivimi un articolo del blog a partire da questa idea».

Come abbiamo visto anche in altri contesti, quando interagiamo con l'IA dobbiamo sempre fornire un contesto: chi siamo, cosa facciamo, a chi ci rivolgiamo, cosa offriamo rispetto ai concorrenti. Chiedere all'IA di aiutarci a creare un contenuto di qualità partendo da queste informazioni è molto più efficace che farlo senza, perché altrimenti il risultato sarebbe sì formalmente corretto ma generico, privo di esperienza, di voce, di tutti quegli elementi che rendono un messaggio riconoscibilmente nostro invece che intercambiabile con quello di chiunque altro.


Il Rischio della uniformità nel Repurposing dei Contenuti

Infatti, usare l'IA in modo efficace non significa semplicemente delegarle la scrittura, ma c'è un rischio concreto da considerare: siamo arrivati a un punto in cui tutto funziona formalmente, ma tutto è anche formalmente molto uniformato. acquistare un prodotto online funziona (nel senso che ormai tutto il processo di acquisto, dalla scelta alla consengna finale, va a buon fine) WhatsApp funziona, il WiFi funziona, il supermercato è aperto: ci aspettiamo che le cose funzionino, e lo stesso vale per i contenuti prodotti con l'IA. Il problema è che quello che funziona per noi funziona anche per i nostri concorrenti, quindi gli utenti si trovano esposti a contenuti tutti formalmente corretti ma potenzialmente indistinguibili; quello che manca all'IA è l'esperienza, la specialità, l'unicità, l'umanità che ciascuno di noi può portare al proprio lavoro.

Si potrebbe obiettare che riproporre lo stesso contenuto continuamente su piattaforme diverse finisca per annoiare il pubblico, soprattutto chi ci segue su più canali. In realtà, solo una piccola percentuale del nostro pubblico è presente ovunque: la maggior parte delle persone ci segue su una o due piattaforme al massimo. Inoltre, presentare lo stesso concetto con formati diversi non è ripetizione, ma adattamento intelligente che rispetta le modalità di fruizione specifiche di ciascun canale.

Per questo, quando usiamo l'IA per la riproposizione, non dovremmo chiederle semplicemente di «creare un contenuto», ma di «aiutarci a crearlo in una maniera originale» come contenuto unico, fornendole il nostro contesto specifico. Il risultato sarà un punto di partenza più vicino alla nostra voce rispetto a una richiesta generica.


Chiarezza e Appropriatezza per Riproporre Contenuti

Oltre all'unicità, c'è un altro elemento fondamentale nella riproposizione: la chiarezza. Ogni pezzo di contenuto che creiamo sulle diverse piattaforme — blog, YouTube, podcast, social e così via — deve essere chiaro, non deve generare confusione e deve essere appropriato al mezzo su cui viene pubblicato e al pubblico che lo utilizza.

Qualcuno potrebbe sostenere che fornire così tanto contesto all'IA richieda troppo tempo, vanificando il risparmio promesso. Tuttavia, il contesto va creato una sola volta e può essere riutilizzato in tutti i prompt successivi; inoltre, dedicare dieci minuti a strutturare un buon prompt iniziale ci permette di risparmiare ore di revisione e riscrittura, perché l'output sarà già più vicino alle nostre aspettative.

L'utente deve avere la certezza che su ciascuna piattaforma troverà qualcosa di specifico e riconoscibile, e che tutti questi pezzi, messi insieme, formino un messaggio unitario e coerente.


Conclusione: Strategia di Marketing e Successo del Content Repurposing

Usare l'IA per lavorare sulla riproposizione dei contenuti è un'ottima idea, a patto che i compiti siano ben definiti e non si sovrappongano.

Si potrebbe argomentare che affidarsi all'IA per analizzare le performance e suggerire quali contenuti riproporre significhi perdere il controllo creativo sulle proprie strategie. In verità, l'IA non decide al posto nostro: ci fornisce dati e suggerimenti che possiamo accettare o rifiutare e la decisione finale rimane sempre nelle nostre mani, solo che viene presa con maggiore consapevolezza grazie a informazioni che sarebbe stato molto più dispendioso raccogliere manualmente. L'IA amplifica la nostra capacità di valutazione, non la sostituisce.

Tutte le attività che richiedono tempo e risorse — costruire inventari, analizzare dati, adattare i formati alle piattaforme — possono essere delegate all'IA, che le svolge in modo rapido ed efficiente, ma tutto ciò che invece appartiene alla nostra voce, alla nostra esperienza e al nostro modo di comunicare non può - e non deve- essere sostituito: può solo essere affiancato.

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