Che senso ha il mio lavoro?

Personal Branding

Il Senso del Nostro Lavoro: Consapevolezza, Unicità e Realizzazione

Tutte le volte che ci approcciamo al lavoro, come abbiamo già detto anche in altri articoli, è necessario farlo partendo dalla considerazione che dobbiamo essere consapevoli del perché facciamo quello che facciamo. Questo è il primo passo fondamentale per rispondere alla domanda sul senso: che senso ha ciò che facciamo? Una domanda che riguarda anche il senso della vita stessa e la finalità delle nostre azioni.

Naturalmente rispondere a questa domanda porta con sé difficoltà e blocchi emotivi che possono frenare la nostra realizzazione professionale e personale, come ad esempio la paura del giudizio degli altri, la sindrome dell'impostore, il senso di inadeguatezza reale o percepita e magari anche la riluttanza a investire capitali o su se stessi per timore di non vedere ritorni o guadagno. Di tutte queste cose ne abbiamo già parlato in altri articoli, per cui non ritorniamo ad approfondire argomenti già discussi, ma ci limitiamo a dire che essere consapevoli di queste barriere psicologiche può sicuramente aiutarci a superarle, perché riconoscere i blocchi è il primo passo nella direzione della loro risoluzione.

Valutare la Nostra Unicità e Qualità di Vita

Altra cosa fondamentale che dobbiamo valutare è la nostra unicità rispetto alla concorrenza. Come si lega alla nostra percezione del senso del lavoro e alla qualità della vita che desideriamo? La nostra unicità, deriva dal fatto di essere gli unici (ma va?) a offrire una determinata soluzione a un problema specifico per persone precise. Se siamo gli unici a offrirla, e possiamo farlo perché abbiamo le competenze necessarie, e una spinta interiore, questa motivazione e la differenziazione che ne deriva saranno quelle che danno significato a ciò che facciamo.

Si potrebbe obiettare che in un mercato saturo come quello attuale è praticamente impossibile essere davvero "unici" e che questa sia solo un'illusione. In realtà, l'unicità non significa necessariamente inventare qualcosa di totalmente nuovo, ma combinare in modo personale competenze, esperienza e approccio relazionale: è proprio questa combinazione irripetibile, unita alla nostra storia personale, a renderci unici agli occhi di chi risuona con il nostro messaggio.

Ovviamente, il senso non deriva solamente dal guadagnare soldi, ma deriva primariamente dal contributo che diamo ad altri nella risoluzione dei loro problemi, dal rendere il mondo un posto migliore attraverso un impatto positivo.

Tutte le cose di cui abbiamo discusso fino ad adesso passano prima dalla consapevolezza di questi elementi, delle nostre competenze e passioni, di che cosa cercano i clienti – quelle che noi abbiamo detto essere le marketing personas – attraverso magari le interviste che facciamo ai potenziali clienti, che possono essere soggetti o consulenti.

Chiarezza sullo Scopo, Posizionamento e Personalità: La Conoscenza di Sé

Quando abbiamo consapevolezza dei nostri talenti, questa può aiutarci nella fase di realizzazione personale e nel raggiungere i nostri obiettivi. Ma quando parliamo di questa dimensione è necessario prima distinguere tra "realizzazione" e "felicità". La felicità è un'emozione momentanea, una sensazione che va e viene spontaneamente, mentre la realizzazione è più duratura, deriva appunto, come dicevamo prima, dal perché, dalla finalità che ci siamo dati consapevolmente.

Creare Contenuti in Linea con i Nostri Talenti: Il Piacere del Lavoro

Creare contenuti sul web, come dicevamo anche in altri articoli, richiede molto tempo e costanza. Questo implica il fatto che la creazione di tutto ciò che mettiamo online deve essere in linea con i nostri talenti, con il nostro elemento, con ciò che desideriamo realizzare.

Se tutto ciò che creiamo viene realizzato grazie alle nostre capacità e ai nostri talenti, vuol dire che ci mettiamo meno tempo e fatica, perché facciamo più affidamento sulle nostre forze naturali, sulle attitudini e passioni personali. Questo significa che creare contenuti ci peserà di meno, e pesando di meno e magari anche divertendoci come attività, avremo più possibilità di essere costanti nel tempo e di produrre materiali migliori, con il benessere e la soddisfazione che ne derivano. Oltretutto, utilizzare le passioni personali e le attitudini può avvicinarci anche al nostro scopo, il che ovviamente ci dà un senso in più.

Qualcuno potrebbe contestare che concentrarsi solo sui propri talenti rischia di creare una zona di comfort che impedisce la crescita professionale. È vero che uscire dalla comfort zone è importante, ma la questione è trovare un equilibrio: partire dai talenti non significa rinunciare all'apprendimento, ma utilizzare le nostre forze come fondamenta solide su cui costruire nuove competenze, rendendo il processo di crescita più sostenibile e meno frustrante, creando una traiettoria di sviluppo più chiara.

Gli Archetipi nel Personal Brand

Sempre a proposito delle attitudini naturali, non possiamo non trattare anche degli archetipi. Quando parliamo di personal brand è necessario rendersi conto che ognuno di noi, in un modo o nell'altro, chi più chi meno, è la personificazione di un archetipo. Giusto per chiarezza di informazione: un archetipo è un modello universale, un'immagine o un concetto di base che esiste da sempre nella mente umana e nelle diverse culture.

Tanto per fare degli esempi: Harry Potter, Ercole oppure Frodo del Signore degli Anelli incarnano l'archetipo dell'eroe; Yoda, Gandalf o magari anche Silente incarnano invece quello del saggio o del mentore; Robin Hood o Jack Sparrow incarnano quello del fuorilegge o del ribelle; Indiana Jones incarna quello dell'esploratore.

Ora che abbiamo chiaro che cos'è un archetipo, la prima cosa da fare è capire quale tipo incarniamo noi, definire la nostra essenza. Una volta chiarito questo concetto, dobbiamo essere sicuri di incarnarlo al mille per cento nel lavoro, perché l'archetipo è la natura.

Il Lavoro Come Servizio: Etica e Finalità Sociale

Un altro modo ancora per dare un senso a ciò che facciamo è riconoscere che esso acquisisce significato solamente se riconosce la dignità delle persone, se crea fiducia e supporta concretamente i clienti con etica e finalità sociale, e se non viene vissuto come una prigione, come qualcosa che dobbiamo obbligatoriamente e necessariamente fare.

È vero, è innegabile che dobbiamo lavorare, ma la differenza sta nel fatto che se utilizziamo i talenti, la natura e ciò che ci viene più semplice fare, è molto più semplice dare senso, perché sono tutte cose che fanno parte della nostra essenza e quindi ci realizzano, fornendo un'utilità concreta.

Da tutto questo vediamo quindi come, per lo meno per me, il lavoro possa avere un senso quando e soprattutto lo intendiamo come servizio. Quindi, per esempio, in un'epoca come quella attuale possiamo passare dall'interruzione all'utilità: quando parliamo di marketing non parliamo di quello che distrae, ma parliamo di comunicazione che insegna, di un approccio e di un'attività che risolvono i problemi reali delle persone.

C'è chi potrebbe affermare che questa visione del lavoro come servizio sia idealistica e che nella realtà conti solo il profitto. Tuttavia, non si tratta di negare l'importanza della sostenibilità economica, ma di riconoscere che un approccio orientato al servizio genera relazioni autentiche e durature con i clienti, che a loro volta si traducono in risultati economici migliori nel lungo periodo, creando un circolo virtuoso tra significato e redditività.

Come Rendere Concreto Tutto Questo

Ma quindi come possiamo rendere concreto tutto questo? Anzitutto, siccome parliamo di potenziali clienti, di pubblico o di rivolgerci a qualcuno, dobbiamo capire chi è questo qualcuno, che cosa cerca, quali bisogni ha, quali sono le sue priorità e aspettative, e queste sono tutte cose che abbiamo discusso quando parlavamo di marketing personas.

Quando creiamo contenuti dobbiamo quindi farlo avendo bene in mente le persone a cui vogliamo rivolgerci, e creare materiali utili per queste, come ad esempio FAQ, mini guide o casi studio che rispondano direttamente alle necessità del cliente, aiutandolo a trovare la propria strada.

Naturalmente non è necessario essere perfetti, ma anzi dobbiamo abbracciare l'imperfezione iniziale, perché è proprio attraverso queste imperfezioni e il miglioramento dei processi che, piano piano, possiamo raggiungere il livello probabilmente alto che ci siamo dati.

Altra cosa da evitare è l'ossessione per il successo immediato, i like dei social o tutte le varie metriche di vanità che, in realtà, non servono per trovare il senso.

Costanza e Impegno

Trovare il senso del lavoro, come abbiamo visto, non è una passeggiata, ma è qualcosa su cui dobbiamo impegnarci sempre, tutti i giorni, con costanza, anche quando magari non ne abbiamo voglia. Ed è importantissimo distinguere i sentimenti momentanei dal dovere di aiutare e sostenere i clienti e il pubblico, perché è proprio dall'aiutare gli altri, sfruttando i talenti e le inclinazioni naturali e avendo presente lo scopo, che possiamo trovare il senso di ciò che facciamo.

Potrebbe interessarti anche

📩 Non inviamo spam. Puoi cancellarti in qualsiasi momento.

Perfetto!

Controlla la tua inbox: ti abbiamo inviato un'email di conferma.
Clicca sul link per completare l'iscrizione!