Perché è importante la propria soddisfazione nel lavoro

Ottimizzazione del tempo, Personal Branding

Creare un Lavoro che Ci Soddisfa: Dalla Passione alla Professione

Avere un lavoro che ci piace e ci soddisfa è molto importante, perché questo sicuramente ci dà una grossa mano nel creare un'attività attraverso la quale ci possiamo realizzare e che ha possibilità di rimanere attiva e profittevole, facendo la differenza (per noi e per altri) sul lungo periodo.

La soddisfazione lavorativa e la performance sono elementi interconnessi che contribuiscono a creare un ambiente di lavoro in cui possiamo essere più produttivi e raggiungere il benessere generale.

Si potrebbe obiettare che nel mercato attuale concentrarsi sulla soddisfazione personale sia un lusso che pochi possono permettersi, e che la priorità debba essere la sicurezza economica piuttosto che l'autorealizzazione. Questa prospettiva è comprensibile, ma ignora un fatto fondamentale: le persone che lavorano in ambiti che le soddisfano tendono a performare meglio, creando proprio quella sicurezza economica che cercano. La soddisfazione e la stabilità finanziaria non sono mutualmente esclusive, ma si rafforzano reciprocamente.

C'è un'enorme differenza tra "trovare" un lavoro e "creare" un lavoro. Trovare un lavoro significa cercare una posizione già presente, ossia adattarci ad un ambiente già esistente che potrebbe, come no, adattarsi alle nostre esigenze, necessità e talenti.

Creare un lavoro, invece, significa costruire una posizione flessibile che si adatta ai nostri talenti, alla nostra personalità, necessità e aspettative. Il fatto di creare un lavoro sulla base di tutti questi elementi significa partire dal nulla per realizzare un'attività che rifletta pienamente quello che siamo, quello che vorremmo diventare, ma anche quello che vorremmo ottenere (non solo economicamente eh).

Noi possiamo realizzare il nostro scopo proprio grazie al lavoro che abbiamo creato, costruendoci attivamente un ruolo su misura.

Per fare questo, però, è molto importante conoscere se stessi, per identificare attività che ci risultino naturali e spontanee, facendo quindi l'ingresso in un circolo virtuoso dove il nostro successo alimenta l'impegno e riduce la fatica percepita.

Questo significa che creare un'attività in linea con il nostro essere, con i nostri talenti e aspettative e genera un ambiente in cui è naturale utilizzare le nostre forze.; diventiamo così eccezionali nel nostro lavoro, perché operiamo in linea con i nostri talenti e sfruttiamo le nostre forze essenziali.

Oltretutto, utilizzare tutti questi elementi che ci vengono naturali riduce anche la nostra fatica percepita, perché usando risorse che sono naturalmente nostre non dobbiamo sforzarci per fare cose che in realtà sono contro la nostra natura, che ci costerebbero molta più energia e in cui commetteremmo anche molti più errori.

L'importanza della soddisfazione intrinseca emerge proprio in questo contesto.

La Distinzione tra Passione e Professione

Dobbiamo però porre l'attenzione su un aspetto molto importante: trasformare la nostra passione in lavoro non è una strategia sostenibile sul lungo periodo.

Si parla moltissimo di trasformare la propria passione in attività professionale perché è naturale pensare che, se faccio qualcosa di cui sono molto appassionato, è anche possibile che non mi pesi e sarebbe un sogno trasformare questa passione in lavoro.

Ma quando devo avere un atteggiamento professionale riguardo quello che faccio, vuol dire che la passione che io ho, l'argomento di cui sono appassionato, lo devo comunque vivere e lavorarci su anche quando magari non ne ho voglia.

Quando noi facciamo qualcosa di cui siamo molto appassionati, magari anche solo come hobby, non è detto che lo facciamo continuativamente, tutti i giorni, sempre alla stessa ora, con lo stesso metodo e così via, perché ci dedichiamo semplicemente quando ne abbiamo voglia (come è giusto che sia per un hobby).

Quando invece tiriamo in ballo un aspetto più professionale – ed è qui la differenza reale tra passione e professione – dobbiamo assicurarci che tutti i giorni facciamo quella cosa, sia che ne abbiamo voglia sia che non ne abbiamo. Il modo in cui noi ci approcciamo non deve essere più hobbistico, ma molto più professionale.

La distinzione sta proprio nel fatto che se io faccio una cosa per hobby, per passione, posso farla come no, mi ci posso dedicare quando magari ho voglia, tempo o energie. Se invece faccio una cosa per professione, io quella cosa la devo comunque fare anche se non ne ho voglia, anche se magari sto male o ho litigato con qualcuno in famiglia.

Altra cosa è che normalmente le attività hobbistiche non hanno un grosso ritorno economico, invece quelle professionali hanno un ritorno ed è proprio anche questo a fare la differenza: cioè, se io non mi dedico alla mia attività, non guadagno e quindi non posso mantenerla in maniera sostenibile nel tempo.

Altra distinzione tra passione e professione è che, a meno che non ci siano casi particolari di hobby che durano tutta la vita, l'hobby, la passione potrebbe essere anche momentanea, durare un paio di mesi e poi stop. Invece la professione no; sì, possiamo cambiarla, ma in realtà dovrebbe essere qualcosa che manteniamo nel tempo.

Anche se noi ci creassimo una professione su misura, questa dovrebbe comunque avere la capacità, il tempo necessario di crescere, di vedere se può maturare, e poi di continuare o magari di decadere, ma non si parla comunque di un paio di mesi, si parla di qualche anno.

I Benefici di un Lavoro che Ci Soddisfa: Produttività e Salute

Ora che abbiamo posto le basi per capire la differenza tra trovare un lavoro e crearlo, e tra passione, hobby e professione, cerchiamo di capire quali sono i benefici psicologici, psico-fisici ed energetici di fare un'attività che ci soddisfa.

Anzitutto, fare un lavoro che ci soddisfa, sicuramente, va a vantaggio della nostra salute fisica e mentale. Per esempio, ci può far sentire più soddisfatti, e sentendoci così siamo più felici. Magari, banalmente, anche dormiamo meglio, e dormire bene riduce ansia, depressione e così via. Quindi, facendo un'attività che ci soddisfa, noi abbiamo la possibilità di trasformare il tutto da una possibile fonte di esaurimento o stress a una fonte di forza fisica e mentale che ci permette di lavorare ancora meglio. Lavorare in un ambiente che favorisce il benessere personale aumenta la produttività e può aumentare la soddisfazione sul posto di lavoro.

Qualcuno potrebbe sostenere che questa visione sia eccessivamente ottimistica e che molte persone lavorino semplicemente per pagare le bollette, senza il privilegio di cercare soddisfazione. È vero che non tutti partono dalle stesse condizioni, ma è proprio per questo che creare gradualmente spazi di soddisfazione nel proprio lavoro, anche piccoli, diventa uno strumento di cambiamento accessibile; non si tratta di un approccio tutto-o-niente, ma di un percorso progressivo.

Poi sicuramente la soddisfazione lavorativa è anche una parte molto rilevante per ottenere un vantaggio competitivo e avere delle performance economiche interessanti, questo perché significa essenzialmente, come dicevamo prima, andare a pescare i nostri talenti, le nostre forze naturali, la nostra personalità; tutte queste cose messe insieme creeranno una struttura che solo noi possiamo avere.

Quindi solo noi possiamo offrire tutto questo insieme di forze ai nostri clienti che magari vogliono raggiungere un determinato obiettivo e lo possono raggiungere solamente grazie a quello che possiamo offrire. Il vantaggio competitivo sta proprio nel fatto che solo io posso offrire questo insieme di talenti, personalità e conoscenze, mentre magari i miei concorrenti non possono offrire le stesse cose in modo ottimale. Questo approccio permette di aumentare la soddisfazione sul lavoro.

Un'altra cosa sicuramente importante da tenere in considerazione è anche il legame tra la soddisfazione del proprio lavoro e la capacità di sentirsi autonomi e competenti. Ognuno di noi ha la necessità di sentirsi autonomo, competente e realizzato nella sua vita professionale (e ovviamente nella sua vita in generale).

Fare un lavoro che ci soddisfa è sicuramente un passo nella giusta direzione per sentirsi più realizzati e autonomi, ovviamente non solo da un punto di vista economico, ma è anche un passo molto importante verso l'acquisizione di competenze e lo sviluppo professionale.

Il fatto di acquisirne di nuove, il fatto di cementare quelle che magari anche già si hanno, si lega in maniera molto stretta, quasi indissolubile, al fatto di lavorare in una professione che ci soddisfa, perché magari la soddisfazione la traiamo anche dall'approfondire e dall'acquisire nuove abilità.

Oltretutto, il fatto di svolgere un lavoro che ci soddisfa va anche proprio nella direzione di migliorare le nostre relazioni.

Il lavoro non deve essere visto solamente come un mezzo attraverso il quale noi possiamo guadagnare dei soldi – sì anche, ma non solo: cioè uno degli scopi, perlomeno per come la vedo io, è anche quello di essere al servizio degli altri, ed "essere al loro servizio", ovviamente, non è una cosa gratuita, non stiamo facendo del volontariato.

Vuol dire offrire le nostre competenze, la nostra personalità, il nostro valore per risolvere problemi che hanno e che gli impediscono di realizzare il loro scopo nel loro lavoro.

Quindi questo scambio – io ti offro le mie competenze perché ti possono aiutare a superare i tuoi ostacoli in cambio di denaro – non è volontariato.

Proprio perché il lavoro che facciamo ci soddisfa, tutto questo diventa più naturale e sostenibile, creando relazioni più forti con i clienti, e qui la connessione tra soddisfazione lavorativa e qualità delle relazioni è evidente.

Gli Ostacoli Reali e Come Affrontarli: Atteggiamento e Stress

Tutto molto bello, ma è molto più semplice a dirsi che a farsi, e questo perché ci sono sicuramente ostacoli reali e psichici che ci possono mettere il bastone fra le ruote e renderci anche molto più difficile di quello che potrebbe essere in realtà creare un lavoro che ci soddisfa.

Partiamo da cose molto semplici: banalmente ci sono difficoltà concrete che chiunque di noi svolga una professione si è sicuramente trovato ad affrontare. Per esempio, la gestione dei clienti è una cosa che richiede energia, sicuramente se sono difficili da gestire, o anche la disorganizzazione: è difficile cercare di essere e rimanere organizzati durante tutta la nostra carriera o anche semplicemente durante la nostra giornata.

Altra cosa, e qui forse riguarda un po' più i liberi professionisti, è la mancanza di confini e orari chiari, cioè dove finisce il mio lavoro e dove inizia la mia vita al di fuori: mantenere un equilibrio tra lavoro e vita privata è essenziale per essere soddisfatti.

Ovviamente poi ci sono anche altri tipi di ostacoli che magari sono un po' più burocratici, per così dire: per esempio, ci sono tipi di professioni che sono molto burocratizzate, cioè devono passare attraverso un grosso sistema, un grosso impianto burocratico. Oppure ci sono problemi relativamente alle tasse da pagare, ai clienti che magari non pagano, a quanto riusciamo a fatturare.

Quando prima parlavo di non fare le cose per volontariato ma farle in cambio di denaro, lo facciamo esattamente per questo: perché comunque la nostra soddisfazione deve essere all'interno di una professione sostenibile nel tempo. È ovvio che se non abbiamo soldi non abbiamo benzina da mettere nel motore, ed è ovvio che poi alla fine questa attività non riusciamo più a farla, anche solo perché non abbiamo più i fondi.

Si potrebbe argomentare che focalizzarsi sui propri talenti e sulla soddisfazione personale significhi ignorare le reali esigenze del mercato, rischiando di creare un business che nessuno vuole. Tuttavia, il punto non è ignorare il mercato, ma trovare l'intersezione tra ciò che sappiamo fare bene e ciò che il mercato cerca. I migliori professionisti sono quelli che sanno tradurre i propri talenti unici in soluzioni concrete per problemi reali che i clienti hanno.

Sicuramente per tutti gli ostacoli che un professionista potrebbe incontrare durante il percorso ci sono delle soluzioni. Parliamo per esempio di burnout: la soluzione potrebbe essere quella di avere degli spazi ben definiti e degli orari ben delimitati.

Parlo di burnout perché, siccome parliamo di creare un'attività sostenibile nel tempo, se andiamo in esaurimento fisico o mentale è ovvio che questa sostenibilità non la possiamo mantenere nel tempo. Ma comunque, quale che sia l'ostacolo che noi abbiamo, sicuramente se siamo motivati abbastanza riusciamo a trovare anche una soluzione al problema

La Soddisfazione Come Base del Successo

Quindi, io provo soddisfazione se in realtà le mie forze naturali, i miei talenti e le mie passioni, la mia personalità riescono a venire fuori nella mia attività lavorativa.

Poi, come dicevamo, ovviamente c'è anche tutto un aspetto economico da considerare. Cioè, tutti questi elementi, tutti questi concetti vanno bene, ma devono essere sostenuti ovviamente da un aspetto economico che sicuramente non è secondario. Ma l'aspetto economico, la relazione economica con i clienti, noi riusciamo ad affrontarla meglio quando offriamo un servizio eccezionale, e noi riusciamo a offrire un servizio eccezionale quando riusciamo a sfruttare al meglio i nostri talenti e la nostra personalità, perché è così che riusciamo ad essere veramente eccezionali nel nostro lavoro.

Quindi trovare la propria soddisfazione nel lavoro significa essenzialmente partire da ciò che siamo, dal perché facciamo quello che facciamo, e cercare di utilizzare tutti questi elementi come strategia anzitutto di differenziazione e poi come una strategia di comunicazione e una strategia per creare un lavoro che faccia effettivamente la differenza e che crei un rapporto di fiducia con i nostri clienti sul lungo periodo.

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