Come Fare Personal Branding: Guida Completa agli Strumenti e alle Strategie
In un articolo precedente abbiamo già visto perché è importante fare personal branding e quali vantaggi può avere. Sempre in quell'articolo abbiamo anche visto alcuni modi che possiamo utilizzare per costruire il nostro brand personale. In questo articolo, invece, vediamo nello specifico i diversi strumenti che abbiamo a disposizione per svolgere questa attività.
Per comodità di esposizione, ho diviso tutti i modi in cui possiamo fare personal branding in quattro aree principali:
- Identità, posizionamento e obiettivi
- Fondamenta del brand e asset digitali
- Noi e gli altri
- Contenuti, prova sociale e visibilità
Area 1: Identità, Posizionamento e Obiettivi - La Percezione della tua Immagine
Definizione di origine e scopo
La prima cosa che dobbiamo affrontare è la definizione di origine e di scopo. Dobbiamo raccontare la nostra storia personale per trovare le radici della nostra identità e articolare chiaramente il nostro "perché" o la nostra missione: questo darà una direzione precisa a tutte le nostre azioni future.
Questo è molto importante perché, a seconda delle motivazioni che ci hanno portato a iniziare un determinato percorso professionale, queste potrebbero influenzare le nostre scelte: magari occuparci di determinati clienti piuttosto che di altri, di determinati lavori piuttosto che di altri e così via. Proprio perché queste decisioni sono in linea con la nostra storia personale e con le nostre radici.
Si potrebbe obiettare che questa enfasi sulla storia personale rischi di rendere tutto troppo autoreferenziale e poco interessante per i clienti. In realtà, condividere la propria origine non significa annoiare il pubblico con un'autobiografia, ma creare una connessione autentica: i clienti vogliono sapere con chi stanno lavorando e le storie personali, se raccontate nel modo giusto, creano fiducia e differenziazione. Racconta la tua storia in modo autentico per costruire un personal brand che rifletta la tua identità professionale.
L'archetipo
Quando si parla di archetipo si intende una personalità ideale che, in linea molto generale, racchiude tutti gli elementi principali distintivi di quella figura. Per esempio, io potrei identificarmi con l'archetipo del saggio: ossia della persona che studia parecchio, ricerca molto ed è brava nelle attività intellettuali. Ci sono invece persone che rappresentano altri archetipi: una persona che viaggia molto, molto avventurosa, potrebbe incarnare l'archetipo dell'esploratore.
Il fatto di incarnare un archetipo piuttosto che un altro rende il nostro brand riconoscibile. Questo ci aiuta nel personal branding perché ci permette di identificare un modo di essere, di comunicare, di approcciarci al nostro lavoro che può essere sostenibile nel tempo, ma anche (e forse più importante) distinguibile, che ci fa emergere rispetto agli altri all'interno di una nicchia di mercato. Questa è una competenza fondamentale nella gestione del marchio personale.
Questo è molto utile per due aspetti: da una parte abbiamo la continuità delle nostre attività di marketing, che abbiamo detto in altri articoli essere un elemento fondamentale; dall'altra abbiamo l'elemento distintivo, che è molto importante perché, come abbiamo già sottolineato, differenziarsi rispetto ai concorrenti è essenziale per costruire un brand forte.
Il superamento dei blocchi psicologici
In questo caso abbiamo già accennato qualcosa nell'articolo precedente. Qui parliamo di affrontare la paura del giudizio altrui, ed è molto importante porre confini chiari rispetto a quello a cui vogliamo dare importanza e che ci può influenzare.
Un altro aspetto importante è la sindrome dell'impostore: un approccio utile e interessante per gestirla può essere concentrarci sui micro-risultati ottenuti e sulle prove concrete delle nostre capacità. Quindi uno dei modi che possiamo usare per affrontarla è dire a noi stessi che siamo in grado di superare le difficoltà perché lo abbiamo già fatto in passato, e quindi abbiamo le competenze per affrontare anche tutte le sfide che si potrebbero porre di fronte a noi in futuro. Investire nel personal branding significa anche lavorare sulla propria sicurezza.
La gestione degli ostacoli operativi
Ma dobbiamo risolvere e affrontare anche il nostro perfezionismo utilizzando, per esempio, dei formati ripetibili. Quando parliamo di questo concetto non vuol dire che non dobbiamo interessarci del risultato finale, ma dobbiamo fare sì che non ci blocchi. Dobbiamo iniziare a dirci la famosa frase "meglio fatto che perfetto" e cominciare a fare qualcosa...qualsiasi cosa (di utile per il nostro brand ovviamente). Anche se non è impeccabile, non è un problema: la cosa più importante di tutte è iniziare ad agire. Questo "qualcosa" poi, nel tempo, man mano che lavoriamo sui nostri progetti, si avvicinerà all'eccellenza. Evitare questo blocco è uno dei consigli pratici più importanti per chi vuole costruire un personal brand efficace.
Il blocco da troppe scelte
Un'altra cosa che dobbiamo fare è limitare la confusione che si potrebbe creare da una quantità enorme di scelte che possiamo fare, anche dal punto di vista tecnologico. Magari possiamo avere a disposizione un sacco di tecnologie che potremmo utilizzare, molti canali che potremmo presidiare. Ecco, per esempio, per quanto riguarda le piattaforme, partiamo da un solo canale principale invece che averne diciotto che non riusciamo a seguire. Iniziamo con uno e focalizziamoci su quello per costruire il tuo brand in modo sostenibile.
Area 2: Fondamenta del Brand e Asset Digitali - Comunicazione e Brand Identity
Di questo abbiamo un po' parlato nell'articolo precedente, ma in questo cerchiamo di approfondire il discorso sulla strategia di personal branding.
Identità visiva e coerenza
Cosa dobbiamo fare per far sì che il nostro brand risulti subito riconoscibile ai nostri potenziali clienti? La prima cosa è creare un'identità visiva coerente. Dobbiamo sviluppare un kit coerente che include:
- Una foto professionale
- Una serie di colori definita che ricorre su tutti i nostri canali
- Font coerenti, utilizzando sempre lo stesso carattere laddove possibile su tutte le varie piattaforme
- Attenzione anche a come firmiamo le email e così via
Essere coerente nella propria immagine è fondamentale per costruire un brand personale forte e far sì che ciò che ti rende unico emerga chiaramente. La brand identity è la base della tua strategia di internet marketing.
Chiarezza e memorabilità del messaggio
Riguardo a questo elemento, quello che dobbiamo fare è assicurarci che la nostra comunicazione superi quello che viene chiamato il "grunt test" ossia: un uomo delle caverne, guardando il nostro sito, riuscirebbe a capire in cinque secondi di che cosa ci occupiamo? Riuscirebbe a capire in cinque secondi che cosa proponiamo ai nostri clienti? Se riusciamo a essere chiari in questo modo, facciamo dei passi in avanti per quanto riguarda la chiarezza del nostro personal branding.
Un altro concetto è quello della "mucca viola", inventato da Seth Godin. Questo principio si può riassumere nell'idea di essere indimenticabili: essere talmente bravi, essere talmente eccezionali in quello che facciamo da diventare delle mucche viola. Ovviamente non esistono mucche viola, ma Seth Godin parla di questo animale proprio perché è una cosa straordinaria. Quindi quello che facciamo come lavoro deve essere talmente eccezionale da rappresentare, in quel caso, una mucca viola.
Va da sé che ovviamente l'essere straordinari fa parte del nostro personal branding. È ovvio che se siamo eccezionali, questo aspetto entrerà nella nostra reputazione professionale: quando le persone parleranno di noi, parleranno di un lavoratore o una lavoratrice eccezionale. Oggi il personal branding richiede questa eccellenza per distinguersi dalla concorrenza.
Social media e pubblicità digitale
Ovviamente il personal branding deve passare anche attraverso le piattaforme social. Dobbiamo curare il nostro canale primario, come ad esempio LinkedIn, mettendo:
- Una foto adeguata
- Un titolo orientato al valore che offriamo
- Un modo di comunicare particolare e unico
Il modo di comunicare che abbiamo su queste piattaforme dovrebbe essere distintivo. Non unico perché vogliamo essere necessariamente diversi dagli altri, ma perché siamo gli unici che fanno quella determinata cosa in quel determinato modo. Ovviamente questa unicità, quando passa attraverso anche le piattaforme digitali, fa parte del personal branding. LinkedIn è uno strumento essenziale per costruire un buon personal brand online e offline, combinando marketing personale e pubblicità organica.
Sito web proprio
L'ultima parte dell'area delle fondamenta del brand e degli asset digitali è avere un sito proprio. Come abbiamo già detto anche in altri articoli, avere un sito web personale non è un'alternativa ad avere una presenza sui social: dovrebbero essere due cose che vanno insieme. Naturalmente è molto meglio avere entrambi piuttosto che affidarsi solamente ai profili social. Non è assolutamente consigliabile avere solamente la presenza sulle piattaforme e non avere un dominio personale.
Per quanto riguarda il nostro sito web, dobbiamo costruire una presenza online che sia il più possibile performante e che dovrebbe fungere da hub centrale di tutti i nostri contenuti su tutte le varie piattaforme. Sul sito dobbiamo spiegare bene:
- Chi siamo
- Cosa facciamo
- I nostri servizi
- Portfolio e case study, se li abbiamo
- I nostri contatti
Dobbiamo avere anche un dominio professionale e il portale dovrebbe essere ottimizzato dal punto di vista della trovabilità sui motori di ricerca e sulle intelligenze artificiali. Questo è fondamentale per costruire un'immagine professionale solida e curare la propria reputazione online.
Area 3: Noi e gli Altri - Competenza e Internet Marketing
In quest'area vediamo tutte le varie attività di personal branding che dovremmo attuare per far sì che risuoni con il nostro potenziale pubblico, che ci faccia differenziare rispetto a tutti i concorrenti e che, attraverso tutte queste attività di costruzione di relazioni e quindi di networking, ci permetta di costruire la nostra reputazione professionale. Il termine personal branding comprende anche queste relazioni strategiche.
Analisi approfondita del pubblico
In un certo modo ne abbiamo già parlato quando discutevamo delle marketing personas, di come crearle e perché sono importanti. Ma ricordiamolo anche qui: delineare le nostre buyer personas ideali è molto importante per capire a chi ci rivolgiamo.
Un'altra cosa molto importante è studiare attentamente anche quelli che non sono clienti. Mi spiego meglio: capire chi sono i nostri potenziali acquirenti è relativamente semplice; più difficile è capire chi sono i nostri potenziali non-clienti.
Vediamo di fare un esempio molto semplice: se una persona deve andare in centro città e noi abbiamo una compagnia di trasporto privato, i nostri potenziali concorrenti non sono solo quelli che offrono un servizio simile, e i nostri potenziali clienti non sono solo quelli che potrebbero utilizzare servizi come il nostro. Ma i nostri potenziali non-clienti potrebbero essere anche quelli che vanno in bici, a piedi, in autobus o in treno: sono tutte quelle persone che per raggiungere lo stesso scopo – per esempio arrivare in centro città, come abbiamo detto in questo esempio molto semplice – potrebbero considerare tutte le soluzioni alternative. Ecco, questi sono i non-clienti.
Strategia di unicità e differenziazione
In questo caso dobbiamo trovare la nostra unicità: definire in che cosa siamo unici, qual è il nostro elemento differenziante che ci rende l'unica scelta logicamente possibile per i nostri clienti (e come dicevamo prima anche per i non-clienti). Dobbiamo lavorare attivamente per differenziarti dai competitor evidenziando ciò che ci distingue.
Questo, come abbiamo già detto anche in altri articoli, è molto importante, soprattutto in un'epoca come quella che stiamo vivendo adesso, in cui ci sono moltissime persone che offrono gli stessi prodotti e servizi, magari anche a un prezzo inferiore. Quindi, attraverso la differenziazione e le attività di personal branding – mediante le quali passa la nostra unicità – dobbiamo far capire in che cosa siamo diversi e perché i nostri clienti dovrebbero scegliere noi rispetto ai concorrenti. Questa è la chiave per un forte personal brand.
Qualcuno potrebbe pensare che focalizzarsi così tanto sulla differenziazione sia inutile quando si lavora in mercati saturi dove "è già stato fatto tutto". Tuttavia, la differenziazione non nasce dall'inventare qualcosa di completamente nuovo, ma dal portare la propria personalità, esperienza e approccio unici. Anche in settori affollati, il modo in cui comunichiamo, i valori che trasmettiamo e le relazioni che costruiamo creano una combinazione irripetibile. Comunicare in modo autentico il proprio brand è essenziale per distinguersi.
Network e relazioni
Dobbiamo impegnarci a fare networking per creare connessioni all'interno del nostro settore, ma anche per trovare potenziali acquirenti. Ovviamente costruire una rete non significa andare in giro e promuovere i nostri prodotti e servizi come se non ci fosse un domani, a chiunque abbia voglia di ascoltarci. Ma vuol dire costruire relazioni con persone – clienti, non-clienti o professionisti all'interno del nostro settore – alle quali noi possiamo veramente essere d'aiuto.
Quindi dobbiamo fare un networking veramente coscienzioso, spostare il focus dalla semplice promozione e vendita alla costruzione di rapporti veramente di valore. Questo è uno degli errori più comuni da evitare quando si vuole costruire un brand efficace.
Costruzione dell'autorevolezza
Questo ci porta al quarto elemento dell'area "noi e gli altri", che è la costruzione dell'autorevolezza. Tutto quello che abbiamo discusso fino ad adesso e tutto quello che discuteremo anche nella prossima area va nella direzione del costruire credibilità.
Se veniamo percepiti come dei professionisti e delle persone autorevoli all'interno del nostro settore, è ovvio che questo elemento può essere sfruttato come asset in tutte le nostre attività di personal branding. La nostra autorevolezza diventerà parte della nostra reputazione professionale. Quindi dobbiamo implementare delle azioni consapevoli e mirate per essere percepiti come esperti all'interno del nostro campo, guadagnandoci la fiducia del nostro pubblico e delle persone all'interno del settore attraverso la dimostrazione di competenza e affidabilità. Dimostrare le proprie competenze è fondamentale per costruire un personal brand di valore.
Area 4: Contenuti, Prova Sociale e Visibilità - Gestione del Marchio Personale
Approccio pratico all'azione
Il primo elemento è che dobbiamo avere un approccio estremamente pratico, nel senso che serve una mentalità orientata al fare qualcosa di concreto piuttosto che restare nella teoria. Dobbiamo iniziare fin da subito a produrre materiali per cominciare a generare movimento, per iniziare ad apprendere e camminare su un sentiero di apprendimento continuo.
Come dicevamo prima, non dobbiamo farci bloccare dal perfezionismo. Non dobbiamo essere bloccati dal voler fare qualcosa in maniera assolutamente impeccabile. Dobbiamo prendere ogni step che facciamo nel nostro percorso come un piccolo passo di apprendimento che poi ci porterà a un risultato che potrebbe essere perfetto o comunque molto buono. Ma l'importante è iniziare a fare qualcosa per costruire il proprio brand in modo concreto.
Pianificazione e costanza editoriale
Questo ci porta al secondo elemento, che è la pianificazione e, nell'ambito del content marketing, anche la costanza. Come abbiamo detto anche in altri articoli, sviluppare il proprio personal brand è una cosa che richiede tempo e perseveranza.
Tempo e perseveranza implicano il fatto che dobbiamo pianificare le cose. Stringendo il focus sull'ambito del content marketing, per esempio, dobbiamo sviluppare un calendario editoriale che privilegi:
- La coerenza del messaggio (quindi tutti i messaggi che vogliamo dare e che costruiscono parte del nostro personal brand)
- La costanza nella pubblicazione
Parlo di costanza perché è molto importante considerare questo elemento: come dicevamo poco fa, fare personal branding richiede tanto tempo e richiede anche perseveranza. Quando creiamo attività da inserire all'interno del nostro calendario, non dobbiamo partire subito a mille creando contenuti come se non ci fosse un domani.
Si potrebbe sostenere che questo approccio richieda troppo tempo ed energie per chi ha già un lavoro a tempo pieno o un'attività avviata. In effetti, il personal branding richiede un investimento iniziale, ma non significa dover rivoluzionare la propria vita. Bastano anche solo 30 minuti al giorno dedicati in modo strategico: riutilizzare contenuti esistenti, automatizzare dove possibile e scegliere formati gestibili rende tutto sostenibile anche per chi ha poco tempo. Fare personal branding in maniera intelligente significa ottimizzare le risorse.
Quando pianifichiamo i nostri contenuti all'interno del calendario, dobbiamo anche considerare il fatto che non siamo delle macchine e dobbiamo organizzarli in modo da non andare in burnout. Il che vuol dire che non dobbiamo partire subito dicendo "pubblichiamo un video al giorno" o "pubblico un articolo sul blog al giorno" e così via. All'inizio magari possiamo partire con un articolo ogni due settimane.
Le cose importanti in questo caso sono due:
- Garantire la qualità di ciò che facciamo
- Garantirci di non andare in burnout per comunque mantenere la costanza che dicevamo essere molto importante
Soluzione di problemi o bisogni
Il terzo elemento – quindi abbiamo detto che c'è l'approccio pratico, la pianificazione e la costanza di pubblicazione – è la soluzione di problemi o bisogni. Quando creiamo i nostri contenuti da pubblicare secondo la cadenza che ci siamo dati nel piano, dobbiamo creare materiali che rispondono direttamente alle domande del cliente.
Queste domande noi le conosciamo già perché abbiamo ben chiara la persona, la marketing persona a cui stiamo parlando. Quindi quali sono i problemi ricorrenti che queste persone hanno? Quali sono gli errori comuni che vengono commessi? Per esempio, potremmo fornire anche delle checklist pratiche per aiutare i nostri potenziali acquirenti. Delle checklist ne abbiamo già parlato in un altro articolo. Questo approccio di marketing personale crea valore concreto.
Dimostrazione dei risultati
Un ultimo elemento potrebbe essere quello di dimostrare i risultati. Potremmo utilizzare dei format che mostrino visibilmente, concretamente, il valore del nostro lavoro. Per esempio, se va bene per il nostro settore ed è appropriato, le famose analisi "prima e dopo", oppure magari creare delle sessioni di domande e risposte.
Ma tutto questo serve per dare una prova sociale e una concretezza, una tangibilità all'offerta dei nostri servizi o prodotti. Ecco, tutti questi sono elementi che potremmo sfruttare nel nostro lavoro di costruzione della reputazione professionale. Saper comunicare in modo efficace i propri risultati è ciò che distingue un brand personale forte da uno debole.
Non è che dobbiamo usarli o che dobbiamo applicarli tutti subito, ma è più che altro una checklist da tenere a mente per far sì che il nostro personal brand si sviluppi e cresca nel futuro attraverso tutte le azioni e tutti i messaggi che daremo. La percezione del tuo brand personale dipende dalla coerenza tra ciò che dici e ciò che fai, online e offline.

